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La storia del Circeo è antichissima e si confonde in miti e leggende, che le donano un fascino ineguagliabile. L’uomo ha lasciato le sue tracce in questi luoghi fin dalla preistoria, percorrendo il periodo dell’Impero Romano, fino al lungo dominio della Chiesa, passando per quel misterioso ventennio in cui al Circeo ci sono stati i Cavalieri Templari, che tanto affascinano i numerosi turisti che ogni anno visitano il nostro Paese.
LA
PREISTORIA E LE GROTTE La scogliera del promontorio del Circeo è caratterizzata da numerose cavità e grotte, quasi tutte visibili soltanto via mare. Tra le grotte più importanti ci sono grotta Guattari (o di Neanderthal), grotta delle Capre e grotta del Fossellone, raggiungibili via terra. La prima, scoperta per caso nel 1939 durante dei lavori di scavo, è nota perché al suo interno venne ritrovato un cranio di Uomo di tipo neanderthaliano giacente al centro di una corona di pietre ed anche perché, fino al momento della scoperta, la grotta aveva conservato intatto il paleosuolo, grazie ad una frana che ne aveva chiuso l’accesso circa 60000-70000 anni prima. La grotta delle Capre, chiamata così probabilmente perché i pastori vi ricoveravano un tempo le greggi, è una prestigiosa testimonianza dell’ultimo interglaciale; la cavità conferma che un tempo il livello del mare era notevolmente più alto, infatti presenta un solco fossile di battigia a circa un metro e cinquanta centimetri dal suolo perforato dai litodomi, molluschi mangiatori di pietra che di solito operano al livello del mare. La grotta del Fossellone, così chiamata per la grande apertura circolare, è la più difficile da raggiungere, ma è stata abitata dapprima dall’uomo di Neanderthal e poi dai primi Sapiens Europei (Aurignaziani), quindi merita una visita accurata.
LA
LEGGENDA La vicenda della Maga Circe è narrata da Omero nel libro X dell’Odissea. Ulisse sbarca sull’isola Eea fuggendo dai Lestrigoni e divide in due gruppi i suoi uomini: uno, capitanato da se stesso, resta a presidio della nave; l’altro, guidato da Euriloco, si avventura all’esplorazione dell’isola e raggiunge la reggia di Circe. La maga offre un’accoglienza calorosa agli uomini, ma poi, facendo loro bere una pozione, li trasforma in maiali, tutti tranne Euriloco, che riesce a fuggire ed a riferire l’accaduto ad Ulisse. Lungo il cammino verso la reggia di Circe Ulisse incontra Ermes, messaggero degli dei, che gli dona l’erba Moly, con la quale sarà protetto dai malefici della maga. Circe, resasi presto conto che i suoi incantesimi non hanno alcun effetto su Ulisse, ne resta affascinata e se ne innamora. La maga, per amor suo, libera dal maleficio i suoi uomini e trascorre circa un anno in compagnia di Ulisse e dei suoi compagni, fino al giorno in cui la nostalgia per la patria lontana li spingerà a ripartire.
IL
CIRCEO E L’IMPERO ROMANO Il Circeo ha i primi contatti con Roma nel VI sec. a.C. quando Tarquino il Superbo decide di inviare qui una colonia romana guidata dal figlio Arunte. E’solamente intorno al 90 a.C., dopo una lunga serie di domini e ribellioni, che Circei diviene cittadina romana e sede di alcune colonie. Aver sostenuto Mario nella guerra contro Silla le costa la distribuzione di alcuni territori ai veterani di quest’ ultimo, uscito vincitore; ma è proprio grazie a questi insediamenti sul Promontorio e sulle rive del lago di Paola, che ci sono pervenuti innumerevoli resti di cisterne, muretti a secco e probabilmente anche il tempio di Circe sulla vetta del promontorio. Tra i personaggi romani che soggiornarono al Circeo sicuramente và ricordata la sosta di Cicerone, prima di proseguire per Formia, dove morì. Più lungo fu il periodo di permanenza di Marco Emilio Lepido, relegato in esilio da Augusto per ben venti anni, fino alla sua morte. Testimonianza di questo periodo è la villa in prossimità delle mura del paese chiamata la villa de“ I quattro venti”. Nel periodo imperiale molti imperatori scelsero questa terra come luogo di svago; Tiberio poco prima di morire, partecipò ai giochi castrensi che si tennero in suo onore a Torre Paola; altri vi dimorarono per lungo tempo, come Domiziano che scelse di abitare lungo la riva del lago di Paola , dove ancora oggi è possibile ammirare i resti della meravigliosa villa che porta il suo nome (I sec. a.C.). L’Imperatore Nerone lasciò traccia del suo ambizioso progetto, rimasto incompiuto a causa della morte, nella Fossa Augusta, parte di quel lungo canale di collegamento fluviale che egli voleva creare da Ostia fino in Campania, sfruttando i laghi costieri e le paludi pontine. TEMPLARI L’ordine dei cavalieri Templari nasce dopo la prima crociata (1096-1099) per difendere i pellegrini in Terrasanta, ma anche per risolvere un problema sociale: impiegare i numerosi cavalieri disoccupati. Il nome deriva dalla scelta dei cavalieri, guidati alla conquista di Gerusalemme da Hugues De Payns, d’insediarsi in una moschea sorta sulle rovine di un tempio dedicato a Salomone (da qui il nome Templari- custodi del tempio). I Templari si stabilirono al Circeo a partire dal 1240 fino al 1259, inviati da Gregorio IX per difendere il litorale pontino dai pirati. Abitarono nell’edificio ancora oggi chiamato il Convento e fortificarono la torre, costruita intorno all’anno mille, che porta il loro nome. Fu loro affidata inoltre la chiesa di Santa Maria della Sorresca ed il lago di Paola. I Caetani erano una nota famiglia di origine campana, divenuti ancora più illustri quando Benedetto Caetani nel 1294 divenne Papa con il nome di Bonifacio VIII. Nell’arco di pochi anni questa famiglia assunse un rilevante ruolo tra le le antiche e nobili famiglie del tempo e, soprattutto, cominciò ad acquistare numerosi territori del Lazio. A partire dal 1297 comprarono Sermoneta, Ninfa, Norma e il 23 novembre 1301 Pietro Caetani acquistò il castello di San Felice insieme alla località di S. Maria della Sorresca e, salvo alcune interruzioni, lo possederono per più di 400 anni, fino al 1713, quando Michelangelo Caetani vendette il feudo del Circeo alla famiglia Ruspoli. Furono numerosi i lavori intrapresi e portati a termine durante questo periodo, ma possiamo certamente affermare che la costruzione delle torri costiere è l’opera più importante da loro realizzata. Furono costruite nella seconda metà del cinquecento, per volontà di Papa Pio IV, lungo la scogliera del promontorio ( Torre Paola, Fico, Cervia, Moresca) e successivamente anche lungo il litorale (Torre Vittoria e Olevola) a scopo di avvistamento e difesa dai pirati saraceni. La realizzazione fu a spese dei Caetani, ma dello stipendio delle guarnigioni e delle munizioni se ne fece carico la Chiesa. Il Principe Poniatowsky, nipote dell’ex re di Polonia, acquistò San Felice Circeo dallo Stato pontificio nel 1808, per cederlo nuovamente nel 1822, creando così una breve pausa nel periodo regio della Chiesa. E’ grazie al Principe che furono apportate numerose migliorie alle abitazioni ed alla viabilità, ma in particolar modo egli costruì l’ultimo piano del palazzo baronale lasciandoci in eredità la struttura che ai giorni nostri possiamo ammirare, come sede del Municipio. Altra testimonianza del periodo di splendore del governo Poniatowsky è la casina di caccia, costruita poco fuori dalle mura del paese, alla quale si accede da via del Faro. Venne acquistata in seguito dal barone James Aguet dal quale prende il nome di Villa Aguet. IL
CIRCEO NELL’ULTIMO SECOLO Tra le opere più importanti compiute negli ultimi anni, è doveroso annoverare la bonifica integrale dell’agro pontino, iniziata nel 1928 e terminata nel 1939, periodo durante il quale fu istituito anche il Parco Nazionale del Circeo, con lo scopo di salvaguardare un lembo dell’antica selva di Terracina. La bonifica, con la costruzione di strade di collegamento, ha permesso una maggiore fruizione del territorio interessato, rendendo la pianura pontina una delle più attive e fertili zone agricole d’Italia. Notevole importanza per lo sviluppo del paese ha avuto la costruzione del porto turistico iniziata nel 1957 ad opera dell’architetto Strongoli. Il litorale antistante il Porto è meta di numerosi appassionati di diving, che dal 25 aprile 1992 possono ammirare la poderosa statua del Cristo del Circeo, inabissato a 30 metri di profondità ( latitudine N.41 12 566-longitudine 13 06 550 ). L’ultima meraviglia di cui si è arricchito il Centro Storico di San Felice Circeo è la conversione dell’inutilizzato asilo infantile di Vigna la Corte in un panoramico giardino pubblico, inaugurato il 5 giugno 2006, in occasione della festa di Santa Maria della Sorresca. Passeggiando attraverso i sentieri, anticamente appartenuti ad un vigneto, si può ammirare uno scorcio di mare, che và dal Golfo di Gaeta e Terracina alle Isole Pontine. |
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